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Sapri


Ultimo comune costiero della provincia di Salerno, il paese sorge in una baia riparata all'interno del più ampio Golfo di Policastro.
Il sito fu frequentato già durante l'età del Bronzo, come testimoniato dai ritrovamenti, e probabilmente fu occupato anche dai Greci, se in esso viene da alcuni individuata la colonia sibaritica di Skidros.

La frequentazione in età romana è invece palesemente ricordata dai resti archeologici pertinenti ad una villa marittima e al molo visitabili in località Santa Croce, oltre che dai resti di una strada lastricata in località Carnale.

Per lungo tempo l'area rimase disabitata, probabilmente a causa dei fenomeni di impaludamento a cui andrebbe ricollegato anche il nome (Sapri da "sapros": paludoso).
Certamente non facilitarono fenomeni di insediamento le scorrerie saracene, a difesa delle quali sorsero torri costiere come quella di Capobianco ancora visibile.

Una rifrequentazione più stabile dell'area cominciò solo a partire dal XVII-XVIII secolo e il centro si sviluppò intorno al rione Marinella fondato da un gruppo di pescatori.

Certamente l'evento storico più rilevante in cui la cittadina fu coinvolta è da individuare nella spedizione di Carlo Pisacane del 1857, ricordata dalla poesia "La Spigolatrice di Sapri" di Luigi Mercantini e rievocata annualmente durante il periodo estivo con la riproposizione dello sbarco.

Da vedere:
- la Chiesa parrocchiale intitolata all'Immacolata Concezione, costruita tra il 1719 e il 1730 su terreno offerto dal Conte di Policastro Ettore Carafa, con torri laterali che affiancano la facciata aggiunte nel 1812;
- la Chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista, posta a poca distanza dallo scalo ferroviario;
- la Casa di Riposo del Buon Pastore, costruita sul modello di una villa svizzera della seconda metà dell'Ottocento;
- la Torre dell'Osservatorio Meteorologico di gusto neomedievale eretta nel 1927 e decorata con effigie in ceramica dei grandi uomini di scienza e la prospiciente Chiesa di Santa Croce di stile neogotico;
- la Chiesa intitolata a Sant'Antonio di Padova in località Timpone;
-la Chiesa dedicata alla Tovatella nell'omonima località.

Vanno ancora segnalati:
-
il sentiero nominato "Apprezzami l'Asino";
-
la Grotta delle Colonne;
-
le grotte marine di Cartolano e di Mezzanotte nei pressi dell'omonimo canale, visitabili tramite escursioni in barca.