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Pollica


Fondato da profughi greci nel VII - VIII sec., all'epoca dell'esodo dei monaci basiliani, il centro di Pollica è menzionato per la prima volta in una pergamena del 1187 che stabilisce i confini interni delle terre sottoposte alla badia di Cava.

Interessato dall'occupazione longobarda, il paese fu oggetto di notevole impulso in seguito all'arrivo di un certo Guido d'Alment, che giunse in Italia al seguito di Carlo I d'Angiò e che nel 1290 vi costituì il suo castello, dopo aver preso possesso del feudo. Il castello in seguito divenne residenza dei principi Capano.

Da vedere:
- la Chiesa di San Nicola del XVII secolo, ma sottoposta a numerosi interventi successivi, che conserva opere realizzate dal pittore Matteo Cilento;
- Palazzo Patroni, una delle più antiche costruzioni di Pollica, tipico e significativo esempio di abitazione gentilizia del XVI secolo;
- il Convento Francescano, fondato per volere del popolo e sotto il patronato del principe Vincenzo Capano nel 1611;
- la Cappella di San Pietro, un tempo oratorio pubblico di patronato della famiglia Pepe, oggi sconsacrata rappresenta la più antica chiesa di Pollica, essendo stata costruita nel 1524;
- l'edicola detta della Croce, probabilmente eretta sul confine che dopo il 1276 delimitò i beni della badia di Cava rispetto al feudo del Principe di Pollica.

La prima notizia di una località abitata di nome Aczarùlo risale al 1165. È del 1187, invece, notizia di una chiesa, Sancta Maria dell'Acciarolo, che sorgeva sul lido del mare.
Questa, coi terreni attigui e la torre che i Normanni vi edificarono verso la fine del XII secolo, apparteneva ai Sanseverino; dal XVII secolo fu poi dei Capano di Pollica. L'importanza del luogo derivava dal fatto che Acciaroli era sede di dogana e tale rimase fino agli inizi del XIX secolo.

Pare che in questa frazione lo scrittore Hemingway abbia preso lo spunto per il suo famoso romanzo "II vecchio e il mare". II porto conferisce ad Acciaroli l'immagine tipica dell'economia marinara cilentana con la sua flotta sempre in attività, anche nel periodo invernale.

Al comune di Pollica appartengono le frazioni di Acciaroli, Pioppi, Cannicchio, Celso e Galdo.

La frazione di Pioppi nell'antichità era fornita di un grosso approdo, capace di ospitare all'epoca di Augusto numerose navi militari. Era questo uno dei "porti" di Velia e rimase attivo fino al XIV secolo come possesso della badia di Cava, quando era conosciuto come Porto del Fico.

Sulla spiaggia sorge il Palazzo Vinciprova, oggi di proprietà del Comune e sede del Museo del Mare e del Museo della Dieta Mediterranea. La bellezza di questa costruzione è data dall'originalità delle forme, uniche nel loro genere per l'ambiente del Comune di Pollica, e dall'insieme delle decorazioni architettoniche che la ornano.
Su un'altura domina la torre dei Capogrossi, oggi trasformata in civile abitazione.

La frazione di Cannicchio è resa caratteristica dalle abitazioni costruite come piccole fortificazioni nel XVI secolo, quando a scopo difensivo il piano terra non ospitava nessun vano abitabile e mostrava poche aperture, mentre al primo piano comparivano finestre e feritorie poste in posizione strategica.

Il toponimo compare per la prima volta in una pergamena dell'anno 994, ove si parla di una chiesa e approdo lungo la riva del mare, denominata Sancto Primo de Canniclio.
Narra la leggenda che, quando San Primo venne distrutto, i profughi si rifugiarono sulle colline e incentivarono l'antico abitato di Cannicchio. Da vedere: la Chiesa di San Martino, secondo la leggenda fondata da tre vescovi scampati ad un fortunale e interamente ricostruita e ampliata nel 1580 per volontà del popolo; le due cappelle rurali della Madonna del Soccorso, a nord dell'abitato, e di San Rocco a sud.

Nella frazione di Celso, sulla collina della Madonna di Costantinopoli si scorgono le imponenti rovine del convento omonimo, edificato attorno ad una cappella eretta, secondo la tradizione popolare, nel XV secolo dai profughi di Costantinopoli che erano sfuggiti al sacco della loro città, perpetrato nel 1453 da Maometto II.

Camminando per il centro si incontrano molte abitazioni ancora adornate dai torrini di difesa. Da vedere: la cappella gentilizia della famiglia Mazziotti, intitolata a San Nicola, risalente al XVII secolo e in cui si conserva l'antica e bella icona della Madonna di Costantinopoli, proveniente dal convento omonimo; la chiesa parrocchiale intitolata all'Assunta.

La frazione di Galdo, infine, è un toponimo di origine longobarda che vuol dire "selva" ed è citato per la prima volta nei documenti nell'anno 1092. Da vedere nella frazione: la cappella di San Rocco; il palazzo dei baroni Galdi; la Chiesa parrocchiale di San Nicola, poco fuori l'abitato, ricostruita agli inizi del XVII secolo.

Da vedere:

A Pollica:
- Castello dei principi Capano con torre medievale;
-Convento dei Francescani e Chiesa di Santa Maria delle Grazie;
- Chiesa di San Nicola;
- Chiesa di San Pietro attualmente sconsacrata;
-Ruderi dell'antico insediamento del Mulino a Vento tra Pollica e Celso.

Ad Acciaroli:
- Torre Normanna;
- Torre del Caleo;
- Chiesa dell'Annunziata.