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Pisciotta

Il borgo è stato costituito da profughi sfuggiti alle distruzioni operate dai Saraceni o ai fenomeni di impaludamento accompagnati da pestilenze che dovettero interessare l'area di Policastro.


Sembra che nel secolo VI d.C. fosse già sede vescovile, mentre durante la dominazione longobarda fece parte del Principato di Salerno. Il primo documento che riporta il toponimo "Pisciocta" è il "Catalogus Baronum", scritto tra il 1144 e il 1148, sotto Guglielmo II.

Oggi il centro, costituito dalle frazioni di Pisciotta, Rodio, Marina di Pisciotta e Caprioli, costituisce un polo di grande attrazione turistica. I pendii ricoperti da ulivi secolari che permettono la produzione di oli DOC, degradano dolcemente verso il mare, uno dei più trasparenti d'Italia.


Da vedere:

Nella frazione di Pisciotta:
- la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, di impianto medievale ma rifatta nel XVIII secolo;
-la Chiesa del Carmine;
- il Palazzo marchesale;
-
l'antico frantoio di via Fosso;

Nella frazione di Rodio:
- la Chiesa parrocchiale e il Palazzo baronale del XVII secolo;

Nella frazione di Marina:
- le tre torri dell'Acquabianca, del Passariello o della Marina e Ficaiola o del Fiumicello, costruite tra il 1566 e il 1593;

Nella frazione di Caprioli
- la Chiesa di Santa Caterina completamente ricostruita ma risalente al XVII secolo;
- le Torri costiere Turruta, degli inizi del XVII secolo, e delli Caprioli, costruita tra 1566 e 1593;
- il Cenotafio di Palinuro in località Valle di Marco.