Torna alla Home
Ti trovi in: Home  »  paesi del Cilento  »  Torchiara

Torchiara

Torchiara appartiene alla provincia di Salerno e dista 60 chilometri, conta 1526 abitanti e una superfice di 8,3 km quadrati . Sorge a 360 metri sul livello del mare.

Frequenti sono stati i passaggi di proprieta' da un feudatario all'altro infatti nel 1535 l'ultimo principe di Salerno Ferrante Sanseverino vendette il feudo per 5500 ducati a Francesco De Ruggiero di Salerno, che tenne il feudo sino al 1598 per poi venderlo a Marfisia Del Vecchio, moglie di Alessandro De Conciliis e ne rimase in possesso fino al 1800.

Nel centro storico di Torchiara e nella vicina Copersito si possono ammirare edifici ed edilizia nobiliari del XVII-XVIII sec.d.C. ed edifici religiosi del XII sec.d.C. ricchi di elementi architettonici e decorativi.

Da visitare:
-il Palazzo Pavone ed il Palazzo Torre ( XVIII sec.d.C.);
- la chiesa del SS. Salvatore ( XII sec.d.C.);
-la torre Mangoni ( XVIII sec.d.C.);
- la chiesa di S.Bernardino ( XV sec.d.C.);
- il Palazzo Baronale De Conciliis ( XVI sec.d.C.);
- il Palazzo De Vita - il Palazzo Albini ( XVII-XVIII sec.d.C.);
- ilPalazzo Mangoni e il Palazzo Siniscalchi;
-la chiesa di S.Barbara ed il Palazzo De Feo ( XVI sec.d.C.);
- la Cappella di S.Giuseppe ( XV sec.d.C.).

Il casale per alcuni secoli fu soggetto alle alterne vicende della famiglia dei Sanseverino, che lo aveva ricevuto dai Principi di Salerno ed attraverso vari passaggi di proprietà si giunge al XVIII secolo con i baroni De Conciliis, che lo dominarono tramite quattro persone "Elette", rappresentanti dei vari ceti sociali (galantuomini, artisti, agricoltori, braccianti).

Torchiara si presenta come un centro commerciale ed agricolo, che ha sviluppato rapidamente anche le attività del terziario, approfittando del facile collegamento con Agropoli.

La fertilità del terreno permetteva fra l'altro la coltivazione dei fichi i cui frutti, essiccati sul posto, venivano poi esportati a Napoli e all'estero, soprattutto negli U.S.A. e in Francia.

Molte sono ancora oggi nelle campagne le costruzioni, dette "passolare", che un tempo erano adibite a questo uso, e donano al paesaggio una nota tutta particolare.

L'abitato si è sviluppato lungo i secoli su una collina che si stende verso la valle del Testene e secondo la tradizione, all'epoca dei pirati turchi, la stessa chiesa, che chiude l'abitato verso ovest, venne fortificata con delle torri, una delle quali oggi è il campanile.

La frazione Copersito è adagiata sulle pendici di una collina dove molte sono le case gentilizie. Una viabilità realizzata con un certo gusto permette l'accesso alla parte vecchia.
La prima notizia di Copersito si ha in un documento del 1058, in cui viene descritta una "via de Cupersito".
Nel 1167 invece viene menzionato un "Casali Cupersito". Altri fanno risalire la sua origine all'anno 1100, quando viene stipulato un istrumento di concordia tra il vescovo di Paestum e l'Abate di Cava. Il toponimo deriverebbe da "casale in cuo sito", che significa "casale in località profonda".
All'inizio del 900 la nascita di una nuova frazione, denominata S. Antuono .