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Giungano

Situato poco sopra il torrente Solofrone, che scorre verso Agropoli, Giungano è da Trentinara, in passato posto lungo una importante via di collegamento tra la piana di Paestum, l'Alto Cilento e la Lucania.
Iuncana è l'antico nome attestato in testi di autori del tardo Medioevo, forse da iuncus, giunco, la cui lavorazione è continuata fino ai tempi moderni.
Le sue antichissime origini sono testimoniate da ritrovamenti greco romani. Infatti in tutto il territorio comunale sono stati trovati reperti di antiche civiltà e sul monte Sottano addirittura oggetti risalenti al Paleolitico.
Restano anche tracce della civiltà lucana. La Necropoli di Gaudo è stata esplorata dal 1945 al 1947: furono riportate alla luce numerose tombe a forno ricavate nella roccia calcarea, armi di pietra e rame e vasellame di buona fattura, reperti conservati nel vicino museo di Paestum e attribuiti a popolazioni immigrate dall'Asia minore almeno 4000 anni fa.
Famosa è la gola di Tremonti, legata agli scontri tra gli schiavi ribelli di Spartaco, soldato trace, e i legionari di Licinio Crasso, nel 71 a. C..
Altra testimonianza dell'antica origine sono sei tombe romane ritrovate nel 1940 e le trentasei lastre di tufo che ricoprivano. Con una parte di quel materiale fu costruita la fontana pubblica all'inizio del paese.
Sembra però che un nucleo più consistente di abitazioni sorse intorno all'anno 1000.
Nel Medioevo Giungano raggiunse il massimo splendore. In questo periodo venne costruito il Palazzo Ducale, Palazzo Picilli, che fu il centro nevralgico di un potere feudale tanto forte da far estendere il territorio fino al mare. Tra i signori di Giungano è da menzionare il duca Bernardino Rota, colto e raffinato umanista e sensibile poeta.
Della patrona Maria Santissima Assunta, festeggiata il 15 agosto, si conserva la statua lignea, simulacro della Vergine Pestana, nella Chiesa di Santa Maria (eretta intorno al 1400), affiancata da un campanile con cupola a bulbo.
Poco distante la Chiesa di S. Andrea, costruita nel 1300, ed appena fuori il paese il vecchio cimitero Benedettino, edificato intorno al 1100.
Molti maestri artigiani giunganesi erano famosi nel Cilento per la produzione di falci e zappe a testimonianza di una agricoltura di tipo familiare incentrata, ieri come oggi, sulla produzione tipicamente collinare di olio, grano, vino e fichi.